martedì 16 febbraio 2016

COCKTAIL - Come abbinarli al food


Eccoci al secondo appuntamento con il mondo dei cocktail, cercheremo di esplorare modi e possibilità di abbinamento al “food”.
La questione su come accompagnare un cocktail, quali ‘appetizer’ proporre e se possono esistere abbinamenti speciali tra un certo drink e determinati “stuzzichini” è di sicuro un tema da cui si può ricavare qualche riflessione interessante.
Intanto, facciamo un breve excursus su come nei decenni è cambiato il modo di accompagnare i cocktail e perché.


In principio, ai drink accompagnati al tavolino si servivano alcuni vasetti con noccioline americane, cipolline, olive e patatine.
L’approccio al cocktail per una ristretta elitè di clienti traguardava un poderoso pasto perché il cocktail sino agli anni ’70 era qualcosa di esclusivo, quasi sempre consumato da uomini facoltosi che ne avevano appreso l’esistenza in locali esclusivi.
Dagli anni’70 in poi drink come il Negroni e l’Americano, piuttosto che il cocktail sono diventati sempre più popolari e la pausa dell’aperitivo è diventata un’abitudine sempre più diffusa. Stuzzicare qualcosa di più sostanzioso durante la pausa dell’aperitivo è diventato per molti tanto attraente quanto bere il cocktail e nei bar, colta al volo questa tendenza, si è cominciato ad offrire oltre alle solite proposte anche tramezzini e panini tagliati in piccoli bocconi.
Il fenomeno è diventato talmente travolgente negli ultimi anni che le robuste offerte di ‘appetizer’ insieme ai drink sono state definite con un brutto neologismo “apericene”, dove a trionfare è la quantità di cibo, spesso scadente, offerto in buffet self service.
Un fenomeno che ha avuto anche il difetto di abbassare la qualità dei cocktail prodotti, spesso stravolti dalla loro ricetta originaria, per venire incontro all’esigenza del cliente di assorbire con quel bicchiere i liquidi di una vera e propria cena. 
In sostanza, si è finiti in un vicolo cieco finendo per ottenebrare con una quantità di prodotti (spesso quello che è avanzato nel corso della giornata) i delicati equilibri gustativi del cocktail che essendo bevanda aristocratica avrebbe bisogno di ben altro accompagnamento.
Nella categoria del “finger food” il buon “bartender” avrebbe modo di cogliere non solo l’occasione di accompagnare il drink con una quantità misurata di cibo, ma per la qualità e la varietà dei prodotti del genere anche di produrre accostamenti solleticanti e produttivi oltrechè di assoluto gradimento per il cliente.
Nel “finger food” che proviene dalle cucine di tutto il mondo, possiamo trovare elementi che possano esaltare gli aromi del drink e viceversa, educando il bevitore pur nella gradevolezza della proposta a educare la sua attenzione per i gusti e la qualità.

Seguiteci, prossimamente proveremo ad accostare a 10 grandi cocktail altrettanti prodotti della categoria.



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